E' il più
settentrionale fra i comuni della provincia di
Venezia. E'
certamente di epoca romana; Cinto, infatti,
non è
altro che la trasformazione di "ad quintum
(lapidem)",
cioé luogo posto a cinque miglia da
Concordia.
Il secondo apellativo deriva invece dal
fiume Caomaggiore
che attraversa il territorio
comunale.
L'origine romana è pure documentata da
numerosi ritrovamenti
archeologici, il più importante
dei quali
(un tesoretto di circa 4000 denari repubblicani)
è conservato
nel museo archeologico di Portogruaro.
Nel 1211 il
Vescovo Voldarico di Concordia lo unì
all'abazia
di Summaga, per aumentare le rendite di
quest'ultima.E
da un punto di vista ecclesiastico
appartenne
sempre alla diocesi di Concordia. Nel
1806 divenne
Comune. L'economia del paese è di
tipo prevalentemente
agricolo; anni addietro era
fiorente l'attività
casearia, ora in regresso per la crisi
dell'allevamento
del bestiame. Negli ultimi anni sono
sorte alcune
industrie, in particolare di materiale
elettronico.
A Cinto Caomaggiore si può visitare la
parrocchiale,
dedicata a San Biagio: edificata nel sec.
XVII, presenta
la facciata completamente rifatta nel
1937. All'interno
si può notare il cinquecentesco fonte
battesimale
che richiama opere consimili del Pilacorte
anche se da
attribuire ad artista locale, e la pala della
"Crocefissione",
attribuibile a Gregorio Lazzarini
(inizi sec.
XVIII).
|
.
.
.
.
|