Altre Località - Concordia Sagittaria

 

Scendendo il corso del Lemene verso le valli del litorale
Adriatico, appena lasciata Portogruaro già si affaccia
Concordia, col Municipio cinquecentesco proprio in riva al
fiume, col Palazzo dei Vescovi di una delle più antiche
Doicesi d'Europa, con il Campanile della Cattedrale di
Santo Stefano che spunta oltre le case. Questa città ha
duemila anni e la sua chiesa, consacrata forse da San
Ambrogio nell'anno del Signore 389, ha appena celebrato
i suoi sedici secoli.Il passaggio storico dal Mondo Antico
all'Era Cristiana si palesa qui come un libro aperto con la
chiara evidenza dei suoi resti archeologici, gli uni accanto
agli altri in una sintesi irripetibile. Era nata Julia Concordia,
Colonia romana con diritto di piena cittadinanza, agli albori
dell'Impero: stava per sorgere l'astro di Augusto che intanto
spartiva il potere con Antonio e Lepido nel Secondo
Triumvirato. Tra loro appunto c'era la "concordia" che ha
dato nome alla sua nuova città. Concordia sorse su un
precedente insediamento paleoveneto alla confluenza di tre
fondamentali vie di comunicazione: la via Annia, antica
litoranea adriatica; la via Postumia; la via d'acqua del
Lemene. E fu città importante: ebbe un Senato di cento
Patres ed una fabbrica di frecce ("sagittae") che trasformava
in punte acuminate il ferro del nord. Per questo il paese
dopo l'unità d'Italia venne ribattezzato: Concordia Sagittaria.
Sotto la città d'oggivive dunque l'antica, che qua e là riemerge
sollecitata dalle incessanti ricerche archeologiche: è del 1873
il ritrovamento del "Sepolcro dei Militi", una necropoli ricca di
iscrizioni latine, sculture a bassorilievi conservati nel Museo
Nazionale Concordiese di Portogruaro, sorto apposta per
contenerli. E poi il ponte romano di via San Pietro; le terme di
via Claudia; i resti del teatro; i mosaici che sbocciano nella
campagna; il Decumanus Maximus: la via centrale
potentemente selciata riemersa di recente proprio in piazza.
La ricchezza dei ritrovamenti che si continuano a fare ha
consentito di aprire un altro museo in loco. Questa civile e
progredita popolazione venne ben presto in contatto con il
cristianesimo, da oriente, dall'altra parte del mare. La nuova
religione trovò a Concordia terreno fertile e ne segnò, pur tra
le persecuzioni che vi si abbatterono, il futuro e diverso destino
di grandezza. Non a caso fu il concordiese Rufino Turranio
(345-411) a scrivere il Catechismo valido per tutto l'Occidente
cristiano. Ancora oggi, affacciandosi agli scavi accanto alla
Cattedrale, si possono vedere i resti ben leggibili della Trichora
Martyrium, piccolo edificio a tre absidi che rappresenta il prototipo,
l'indicazione prima e originaria dell'architettura paleocristiana in
tutto l'arco altoadriatico.  L'area della Cattedrale è in effetti un vero
"zoom" storico che si allarga, si approfondisce, si stratifica dalla
epoca romana a quella rinascimentale fino a quella contemporanea
con i nuovi restauri e le nuove sistemazioni. Sotto l'attuale Santo
Stefano, Chiesa Madre di una Diocesi che arriva ai monti
inglobando quasi tutta la provincia di Pordenone, sono visitabili i
resti della primigenia Basilica Apostolorum Maior del  IV secolo,
sorta sull'area di una precedente grande casa romana. Alcuni dei
suoi preziosi mosaici pavimentali a disegni geometrici sono
diventati il simbolo stesso delle antichità concordiesi. Dietro alla
Cattedrale infine, all'ombra della torre romanica del 1150, si
innalza il Battistero dell'XI secolo: la più compiuta e coerente
costruzione della città cristiano-medioevale. La compatta e severa
struttura a croce greca si dilata all'interno per merito degli affreschi
coevi che ne istoriano tutta la cupola e parte delle pareti. Sono
molto vicini alla temperie culturale che aveva ispirato quelli di
Summaga. Ecco: in breve, questa è Concordia. Spetta ora al
visitatore di manovrare a suo piacimento quello "zoom" del
tempo e dell'arte in giro per il paese. Ne può, se vuole, isolare
qualche piccolo particolare bellissimo: come l'acquasantiera di
marmo greco del I sec. d.C. con i delfini in bassorilievo che
troverà in Cattedrale; oppure potrà allargare la veduta a tutta
la città, comprendendone assieme le diverse fasi storiche che
pure le appartengono a pari titolo, magari vedendola
rispecchiata nelle acque del Lemene, che continua a scorrere
come ai tempi di Augusto.
 

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Mosaico pavimentale della
Basilica Paleocristiana
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Gli scavi archeologici
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La via d'acqua del Lemene
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Statua muliebre acefala,
età augustea
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I resti del ponte romano
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I resti della Trichora Martyrium
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