Circa sei chilometri
da Portogruaro, a est, si estende il
comune di
Fossalta di Portogruaro con le sue frazioni di
Villanova,
Fratta e Alvisopoli. Fossalta era soggetta la
giurirdizione
del vescovo di Concordia e il suo nome
appare per
la prima volta nel 1186 in una bolla di
Urbano III,
"curtem de Fossalta e plebem de Fossalta".
La chiesa
di S. Zenone, distrutta nel 1893 e poi
ricostruita
su progetto dell'architetto Ruppolo, conserva
al suo interno
alcune tele provenienti dalla demolita
chiesa che
pare risalisse al sec. XI; ricordiamo la
Madonna in
trono tra S. Zenone e la Maddalena, opera
del concordiese
Antonio Carneo; l'Adorazione dei Magi
e l'Ultima
Cena di Osvaldo Gortanutti e di Nicolò Bambini
sono una Madonna
del Rosario e un San Sebastiano e
altri Santi.
A Fossalta, grazie al volontariato, dal 1990 c'è
anche un museo
etnografico ricco di oggetti ed attrezzi
rappresentativi
la vita quotidiana d'inizio secolo. Ma se
Fossalta ha
una sua storia e una sua identità, non da
meno sono
le sue frazioni. Alvisopoli deve la sua nascita
ad Alvise
Mocenigo, nobile veneziano che fece costruire
questa città
nella campagna della sua famiglia. Alvisopoli
si può
definire la realizzazione di un sogno illuministico.
Fratta è
legata al nome di Ippolito Nievo, che del castello
di Fratta
ha fatto il fulcro de "Le confessioni di un italiano".
Alla memoria
dello scrittore è dedicato un piccolo Museo
Nieviano all'interno
del Centro culturale di Fossalta.
A Villanova
è stato ritrovato un tesoretto di 260 denari
d'argento,
ora conservato nel Museo Archeologico di
Portogruaro,
che attesta che vi furono degli insediamenti
stabili fin
dall'epoca romana. Se nella zona vecchia di
Villanova,
vicino alla chiesetta di S. Antonio, si può
osservare
un autentico monumento vivente, un magnifico
esemplare
di quercia di oltre 500 anni di età, poco fuori il
centro storico
sorge il moderno complesso delle Industrie
Zignago S.
Margherita.
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