Un pensionato di 69 anni, N. C., sposato e padre di tre figli di 44, 43 e 35 anni, è ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Portogruaro, dopo un malore accusato mentre si trovava in vacanza a Tramonti di Sotto. L’esito degli accertamenti è stato scioccante. L’uomo, punto da una zanzara, aveva contratto il Virus del Nilo, malattia di cui si può anche morire. Stupisce che non ne sia stata data prima alcuna informazione. L’uomo sembrerebbe fuori pericolo, ma l’apprensione nella sua famiglia cresce di giorno in giorno. Potrebbe trattarsi del cosiddetto “ceppo veneto” scoperto qualche settimana fa a Padova. «Sarebbe una beffa per mio marito», dice la moglie, «morire dopo aver contratto il Virus del Nilo. Ha lottato e sconfitto due tumori: il primo 17 anni fa all’esofago, il secondo quest’anno alla gola, grazie alle cure del Cro di Aviano». La vita dell’uomo è davvero avventurosa. Ha fatto l’emigrante in Svizzera. Un giorno decise di tornare nella sua terra d’origine, a Pramaggiore, stabilendosi col tempo in una bella villetta. Ha quindi lavorato, prima della pensione, a Pramaggiore e a Pravisdomini, nel vicino pordenonese. Il dubbio dei familiari è: la zanzara che ha trasmesso all’uomo il Virus del Nilo lo ha punto in Veneto o in Friuli? Poco importa verrebbe da dire, anche perché da Pramaggiore a Tramonti di Sotto il tragitto è relativamente breve, non superiore ai 60, 70 chilometri. La vacanza a Tramonti di Sotto stava proseguendo tranquillamente. Una domenica, il 19 agosto scorso, l’uomo aveva accusato i primi sintomi. Si pensava a una normale influenza. «A dirla tutta c’era anche il timore di una colica renale», ammette la moglie, «mio marito aveva avvertito un dolore molto fitto alla schiena. Gli ho misurato la febbre e in 4 ore è salita a 38,5. Gli ho somministrato una tachipirina». La donna quindi ha preso di petto la situazione. Le vacanze si sono interrotte e il martedì successivo, cioè il 21 agosto, si è recata dal medico di base che ha prescritto a Nello una cura a base di antibiotici. Il giorno successivo però la situazione è precipitata. «Mercoledì 22 agosto infatti mio marito si è alzato ma non riusciva a recarsi in bagno. Gli tremavano le gambe. Non si reggeva in piedi e rischiava di cadere. Quella sera ho chiesto e ottenuto il ricovero all’ospedale di Portogruaro». Da lì in poi la situazione si è ulteriormente aggravata. Il 24 agosto, ricoverato a medicina, l’uomo è stato colto da una forte crisi epilettica. Il giorno dopo, col trasferimento da neurologia a medicina, è stato sottoposto al prelievo midollare analizzato dal dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova. Il 29 agosto è arrivata la risposta dallo stesso dipartimento: era il Virus del Nilo. Lo stesso giorno poi il paziente ha avuto una crisi respiratoria. I medici hanno così predisposto il trasferimento nel reparto di terapia intensiva dov’è tutt’ora. «Le condizioni di mio marito stanno migliorando, ma fino all’altro giorno respirava con l’aiuto dei macchinari. Mi preoccupano molto le condizioni della sua gamba sinistra: non ha più muscolatura». Restano sullo sfondo di questa storia alcuni interrogativi inquietanti? Perché nessuno parla di questi casi? A cosa giova tutto questo silenzio? I sindaci di Portogruaro e Pramaggiore, che rappresentano la maggiore autorità sanitaria cittadina nei loro comuni, sono stati informati di quanto sta accadendo?
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