Ennesima disgrazia sui cieli della provincia di Venezia. Un ultraleggero è caduto ieri pomeriggio alle 17, in fase d’atterraggio, schiantandosi quasi all’ingresso della località balneare, nel comune di San Michele al Tagliamento, nella zona del ristorante ai Cavalli, tra Marinella e Bevazzana. Il bilancio è di un morto e di un ferito molto grave. La persona deceduta si chiamava Gianfranco Radin, aveva 62 anni e risiedeva a Trieste, in via delle Campanelle. Istruttore di volo, collaboratore dell’Aviosuperficie di Piancada, frazione di Palazzolo dello Stella nell’udinese, era collaboratore anche della Pegasus Flying Club di Lignano, che ha a disposizione un hangar e un aviosuperficie a Bibione, proprio a pochi metri dal luogo in cui è avvenuto lo schianto. Il ferito è un parrucchiere molto conosciuto tra Veneto e Friuli. Si tratta di Ivano Vit, 58 anni tra un mese, originario di San Giorgio al Tagliamento ma residente a San Michele, noto per avere due saloni da barbiere, uno proprio a San Michele l’altro a Latisana. Ha preso il brevetto per volare da alcune settimane. Trasferito in un primo momento all’ospedale di Latisana è stato portato a Udine in serata per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Vit lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria della Misericordia. Tra i testimoni che hanno assistito alla disgrazia c’era anche il comandante della stazione dei carabinieri di Annone, il maresciallo Gianluca Fasulo. Di fatto l’aereo con a bordo Radin e Vit si è schiantato quasi al termine di una sessione di volo organizzata dalla Pegasus Flying Club, rimasta in forse fino all’ultimo perché gran parte del terreno dell’aviosuperficie era ricoperto dall’acqua. Tuttavia si è deciso, visto il miglioramento delle condizioni del campo di volo, di procedere. Va detto che le condizioni climatiche nulla c’entrano con la causa dell’incidente. Si propende per l’errore umano, ma i carabinieri della stazione di Bibione, che stanno indagando con i colleghi del Norm di Portogruaro sull’accaduto, ancora non hanno un’idea precisa di chi fosse alla guida del velivolo al momento dello schianto sul terrapieno. Tutto stava procedendo per il meglio. La sessione pomeridiana di voli era stata avviata di pomeriggio, sotto un sole primaverile. I primi aerei sono atterrati poco prima delle 17. A un certo punto, i piloti che già erano smontati dai loro apparecchi, hanno sentito uno schianto. Si sono voltati e hanno visto il velivolo, un modello Fly Sinthesis Store, lungo circa 25 metri, conficcato nel terreno. Non c’era un attimo da perdere. Gianfranco Radin e Ivano Vit erano incastrati nella cabina. Vit sembrava cosciente. Radin si è mosso leggermente, perdendo però conoscenza. Il maresciallo Fasulo e gli altri soci del Club hanno provato a liberarli, ma inutilmente. Sono quindi stati chiamati i vigili del fuoco, mentre sul posto accorrevano un’ambulanza dall’ospedale di Portogruaro e un’altra da quello di Latisana. Durante il tragitto verso il nosocomio latisanese Vit ha perso conoscenza. Ha rimediato a seguito della caduta alcune fratture esposte. Rischia di perdere le gambe. Giunto a Latisana è stato intubato e poi trasferito a Udine. Per Radin, invece, non c’è stato nulla da fare. Il magistrato ha ordinato l’autopsia e ha sequestrato il relitto del velivolo, trasferito in serata in un capannone di Gruaro dalla ditta Rado.
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