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Cronaca
UCET, nuovo corso con Vincenzo Zollo la tradizione torna in cammino
03-09-2026 - Portogruaro: Eletto all’unanimità ai Casoni Brunello di Bibione. La sede dell’Unione si trasferisce da Verona a Portogruaro (VE), nuovo baricentro del rilancio enogastronomico del Triveneto

Un cambio di passo, nel segno delle radici ma con lo sguardo rivolto al futuro. Vincenzo Zollo è il nuovo Presidente dell’UCET – Unione Circoli Enogastronomici del Triveneto. L’elezione è avvenuta all’unanimità sabato 29 agosto, nel corso dell’Assemblea dei soci riunita ai Casoni Brunello, nella Laguna di Bibione.

Professionista della comunicazione, dell’editoria e del turismo, da oltre trent’anni impegnato nella promozione culturale e turistica del territorio, Zollo conosce profondamente il mondo delle confraternite enogastronomiche: già Vice Presidente UCET e, prima ancora, Revisore dei Conti dell’Unione, è da anni Vice Gran Maestro dell’Enoclub Portogruaro, uno dei sodalizi fondatori dell’UCET.
«Nel suo percorso – aggiunge Luca Geronazzo, Presidente di Confartigianato-Imprese Veneto Orientale – ha unito giornalismo, editoria, comunicazione digitale e progettualità turistica, facendo
della valorizzazione dell’identità locale, in linea con i principi della nostra Associazione, dove ora ricopre la carica di Presidente della Federazione Comunicazione, uno dei fili conduttori della
propria attività».

Non è casuale neppure la scelta del luogo dell’Assemblea. I casoni lagunari, costruzioni tradizionalmente legate alla vita dei pescatori e delle genti di valle, raccontano un mondo nel quale territorio, acqua, pesca, caccia, cucina e convivialità sono stati per secoli parte di un unico sistema di vita. Riunire qui le confraternite UCET ha assunto così il valore di un manifesto: il futuro può essere costruito proprio a partire dai luoghi nei quali la tradizione è nata ed è stata tramandata.

Fondata il 31 maggio 1987, l’UCET si avvicina oggi a un anniversario importante: nel 2027 celebrerà quarant’anni di attività. Nata dall’incontro tra realtà di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, l’Unione ha fatto della tutela e della diffusione delle tradizioni enogastronomiche, dei prodotti, dei riti e della convivialità del Triveneto la propria missione. Quarant’anni che, per il nuovo corso, non dovranno rappresentare un punto d’arrivo, ma una nuova partenza.

È questo il cuore del Piano di Rilancio UCET 2026-2029 presentato da Zollo all’Assemblea, costruito attorno al concetto di “Tradizione Dinamica”: custodire la memoria non significa chiuderla in un museo, ma rimetterla in circolo, nelle piazze, nelle scuole, sul web e soprattutto tra le nuove generazioni.

Il progetto prevede il rilancio della storica rivista “Il Bàcaro” in una nuova veste, un ecosistema digitale fatto di sito e canali social strutturati, una comunicazione condivisa tra le confraternite e un nuovo modello di partecipazione che, per i primi tre anni, prevede anche la sospensione delle quote associative: la vera “quota” richiesta ai Circoli sarà fatta di partecipazione, storie, ricette, fotografie, eventi e conoscenza da condividere. L’obiettivo è ricostruire una rete viva, capace di favorire il ricambio generazionale e di parlare anche a chi oggi considera il mondo delle confraternite qualcosa di distante.

Come ha ricordato Zollo davanti ai soci: «Le tradizioni vivono quando qualcuno decide di rimetterle in cammino».

«È molto importante – dichiara Massimo Zanon, Presidente di Confcommercio Veneto e della Camera di Commercio Venezia-Rovigo – che un sodalizio come l'UCET con una storia così lunga alle spalle, capace da sempre di custodire e valorizzare il legame con la tradizione enogastronomica del nostro territorio, sappia guardare al futuro puntando anche sulle nuove generazioni. La nomina di Vincenzo Zollo alla presidenza va proprio in questa direzione e sono certo che rappresenterà un passo importante per garantire un futuro lungo e luminoso all’associazione rafforzando al tempo stesso il ruolo e la centralità di Portogruaro in questo percorso. Investire sui giovani significa infatti dare nuova energia a un patrimonio di conoscenze, valori e tradizioni che rischierebbe altrimenti di perdersi. La cucina veneta è una parte fondamentale della nostra identità e, nonostante le difficoltà e i cambiamenti del mondo, continua a resistere e a rinnovarsi. Dobbiamo fare in modo che queste tradizioni continuino a vivere, a essere valorizzate e soprattutto a essere tramandate alle nuove generazioni».

Il nuovo corso porta con sé anche una scelta destinata ad avere una forte ricaduta territoriale: la sede dell’UCET si trasferirà da Verona a Portogruaro. Non un semplice cambio di indirizzo, ma l’opportunità di fare della Città e della Venezia Orientale un nuovo punto di riferimento per una rete che abbraccia l’intero Triveneto, mettendo ulteriormente in relazione produzioni locali, cultura, turismo, tradizioni e identità.

Per Portogruaro significa assumere un ruolo di primo piano in un progetto che punta a creare sinergie fra confraternite, istituzioni, imprese e territori, trasformando l’enogastronomia in uno strumento contemporaneo di racconto, promozione e attrattività.

«L'enogastronomia – commenta il sindaco di Portogruaro, Luigi Toffolo - è uno dei tasselli che contraddistinguono il nostro territorio. Conservare le nostre tradizioni e valorizzarle in chiave futura è una linea da percorrere per fare in modo che le specialità del passato non muoiano e, anzi, vengano tramandate. Per la Città di Portogruaro avere la sede dell'Ucet è un passo in avanti di notevole spessore, perchè sarà inevitabilmente un crocevia per tutte le Confraternite del Triveneto, ognuna con le proprie caratteristiche. Allo stesso tempo sarà un fattore positivo anche dal punto di vista turistico, perché sappiamo quanto la buona cucina sia un volano di fondamentale importanza per tutti gli ospiti che ci visitano, in aggiunta alle nostre bellezze culturali e ambientali».

A quarant’anni dalla fondazione, dunque, l’UCET sceglie di non limitarsi a celebrare la propria storia. Sceglie di rimetterla in movimento. Da Portogruaro, verso tutto il Triveneto.

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