Appuntamento il 23 settembre alle 19 alla Biblioteca Civica “Nicolò Bettoni”. La serata, organizzata dalla Segreteria della Lega di Portogruaro, sarà dedicata alla memoria della comunità italiana di Pola e alle drammatiche vicende del secondo dopoguerra.
“La letteratura dev’essere uno strumento per far conoscere e far comprendere fino in fondo gli avvenimenti della storia, riscoprendo una pagina dolorosa del Novecento per riportare al centro della memoria, una tragedia, la più grande del dopoguerra, che colpì profondamente la comunità italiana presente nel territorio istriano" commenta Salaco Stefanuto.
È questo il filo conduttore dell'incontro con la scrittrice Carmen Laterza, in programma mercoledì 23 settembre alle ore 19 presso la Biblioteca Civica “Nicolò Bettoni” di Portogruaro, dove sarà presentato il suo romanzo storico L'ultima spiaggia. L'iniziativa è organizzata dalla Segreteria della Lega di Portogruaro.
Il libro, pubblicato e presentato al Premio Strega 2024 prende spunto da una vicenda realmente accaduta per raccontare, attraverso gli occhi di due giovani protagonisti, un periodo particolarmente complesso della storia italiana lungo il confine orientale italiano.
La vicenda narrata dalla scrittrice, Carmen Laterza è ambientata a Pola nel 1946, quando la guerra è appena terminata ma la pace appare ancora lontana. I protagonisti sono Zeno e Alvise, due ragazzi che hanno appena concluso le scuole elementari. La loro amicizia si sviluppa in una città attraversata da profonde tensioni e trasformazioni. Da una parte ci sono le aspirazioni e le esperienze tipiche dell'adolescenza; dall'altra, una realtà sociale e politica che sta rapidamente cambiando.
“La stessa presentazione dell'opera - continua Stefanuto - descrive Pola come una città divisa, tra italiani che sono maggioranza assoluta in città e croati, tra chi per amore della propria Patria desidera rimanere e chi teme di perdere tutto. La vicenda personale dei due ragazzi diventa così il punto di osservazione attraverso il quale il lettore viene accompagnato in una città nella quale le differenze sociali, le appartenenze familiari e le tensioni politiche si intrecciano con la vita quotidiana segnate dalle evidenti conseguenze della guerra e dall'incertezza sul futuro”.
Il momento più drammatico della vicenda è legato alla strage di Vergarolla, avvenuta il 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Pola. Quel giorno, mentre sulla spiaggia si svolgeva una manifestazione sportiva legata alle gare della Coppa Scarioni, una violentissima esplosione provocò una strage tra i cittadini, tutti italiani, presenti all’evento. Furono 65 le vittime accertate, ma le fonti istituzionali italiane parlano di oltre un centinaio i morti non identificati causati dagli ordigni esplosi lungo la spiaggia, moltissimi i bambini.
Anche sulle cause e sulle responsabilità dell'esplosione sono state formulate nel tempo diverse ricostruzioni. L’inchiesta militare inglese, intitolata Sabotage in Pola, nel dicembre del 1946, indicò immediatamente una pista che conduceva all’Ozna, servizio segreteo slavo, anche se non si è mai giunti ad una sentenza, l’ipotesi di un sabotaggio rimase un ipotesi concreta.
È proprio questo scenario che Carmen Laterza descrive nella narrativa del suo volume “L'ultima spiaggia”. La tragedia non viene raccontata soltanto come un episodio isolato, ma inserita nel clima sociale e umano di una comunità, quella italiana, che si trova a vivere uno dei momenti più difficili della propria storia.
“A ottant'anni dalla tragedia - conclude Salaco Stefanuto - il ricordo di Vergarolla continua infatti a essere legato alla più ampia storia degli italiani in Istria e alle drammatiche conseguenze del secondo dopoguerra lungo i territori del confine orientale. La presentazione del libro “L'ultima spiaggia” si propone dunque come un momento nel quale letteratura e memoria storica si incontrano. Un libro può diventare anche uno strumento per avvicinare il pubblico a vicende drammatiche realmente accadute e poco conosciute, restituendo dignità ed un volto umano alle vittime, alle famiglie ed agli esuli istriani, travolti dagli eventi drammatici della storia”.
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