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Comunicati Stampa
Litoranea Veneta, il Veneto Orientale spinge sul turismo fluviale
22-04-2026 - Caorle: Grande partecipazione all’incontro che si è svolto a Caorle, dove istituzioni e operatori si sono confrontati sul progetto Masterplan della Litoranea Veneta Fluviale che punta su navigazione, ciclovie e sviluppo sostenibile del territorio

Ampia partecipazione e forte interesse ieri mattina a Caorle per il convegno “Litoranea Veneta Fluviale: motore di sviluppo turistico del Veneto Orientale”, promosso dal Comune di Caorle e dedicato al futuro del turismo sostenibile e della mobilità dolce
nel territorio. L’incontro ha riunito istituzioni, enti e operatori del settore, confermando il ruolo strategico della Litoranea Veneta come infrastruttura capace di integrare navigazione fluviale, ciclovie e valorizzazione territoriale in un sistema coordinato e innovativo. 
Nel corso della mattinata sono stati approfonditi gli aspetti strategici e operativi del progetto Masterplan della Litoranea Veneta Fluviale guidato dal Comune di Caorle, in collaborazione con i 22 comuni aderenti alla Conferenza dei Sindaci del Veneto orientale, che ha affidato alla rete d’impresa Compagnia della Litoranea Veneta il coordinamento della realizzazione delle attività con l’obiettivo di promuovere un modello di turismo sostenibile, capace di coniugare natura, cultura e mobilità lenta, rafforzando al tempo stesso la coesione e l’identità dei territori attraversati.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dell’assessore al turismo del Comune di Caorle, Mattia Munerotto, ha fatto notate che “La Litoranea Veneta rappresenta un’infrastruttura strategica per Caorle e per tutto il Veneto Orientale, soprattutto in chiave turistica. La nostra Amministrazione ha lavorato in questi anni per promuovere un modello di turismo sempre più
sostenibile, legato alla mobilità lenta e alla valorizzazione delle bellezze naturalistiche, storiche ed enogastronomiche del territorio. Il progetto che presentiamo oggi si inserisce in un percorso più ampio di promozione territoriale avviato insieme agli operatori locali. In questo contesto rientra anche il potenziamento dei servizi di passo barca, con i collegamenti già attivi tra San Gaetano e Falconera-Brussa, la prossima riattivazione della tratta Caorle-Bibione e l’obiettivo di attivare un
ulteriore collegamento tra Duna Verde e Caorle. La Litoranea Veneta consentirà di rafforzare il collegamento naturale tra mare, laguna ed entroterra, contribuendo a creare un turismo capace di distribuire i flussi durante tutto l’anno, generare nuove opportunità per le attività locali e mettere in rete le tante eccellenze del territorio”.
Nel suo intervento il presidente della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale, Alberto Teso, ha sottolineato l’importanza strategica della Litoranea Veneta come strumento di sviluppo turistico per i comuni del Veneto Orientale, mettendo l’accento sulla necessità di mobilitare e coordinare tutti gli attori coinvolti, non solo enti pubblici, ma anche e soprattutto gli operatori del
settore privato, con azioni concrete sulle quali sono tutti chiamati a investire.
Il vicepresidente della Regione Veneto e assessore al turismo Lucas Pavanetto, collegato da remoto, ha posto l’accento sul ruolo fondamentale che le vie d’acqua navigabili rivestono per lo sviluppo di forme di turismo sostenibile, da coniugare con l’offerta di percorsi ciclabili, attività outdoor e esperienze culturali che caratterizzano il Veneto Orientale, in un’ottica di
diversificazione dell’offerta turistica regionale che risponda alle esigenze dei turisti moderni.
Marco Gusso, fondatore della Compagnia della Litoranea Veneta, ha presentato insieme al team di progetto, formato da Barbara Gasparotto, Michele Ghilardi e Nadia Pasqual, il Masterplan della Litoranea Veneta Fluviale, illustrando un modello basato sulla condivisione e messa in rete degli studi, dei progetti, delle informazioni tecniche e degli interventi richiesti da enti e operatori per rendere l’idrovia e i percorsi fluviali collegati una vera leva di sviluppo territoriale, in grado di
rafforzare l’attrattività del Veneto Orientale attraverso un’offerta turistica sostenibile e integrata. I dati mostrati da Gusso hanno evidenziato come gli arrivi e le presenze turistiche si concentrino quasi totalmente nelle località balneari della costa veneziana, nonostante il territorio interno abbia molti punti di interesse da offrire al turista, che non si accontenta più della classica permanenza sulle spiagge, ma cerca attività outdoor e esperienze culturali. Sono state, inoltre, presentate le criticità tecniche che riguardano le difficoltà per le diverse tipologie di natanti che navigano la litoranea e le strutture necessarie per favorire il turismo nautico, emerse dalle consultazioni con i comuni e gli stakeholder del territorio condotte dalla Compagnia della Litoranea Ve.
Giancarlo Pegoraro, direttore di VeGAL, ha fatto una breve cronologia delle vie d’acqua, che dagli anni Novanta sono state oggetto di una grande mole di studi che hanno riportato l’attenzione sul loro valore storico e culturale, con diversi lavori di ricerca sulla Litoranea Veneta Fluviale, come “Acque Antiche”, che cominciano a porre in evidenza le potenzialità dell’infrastruttura non solo come via di trasporto ma anche per la navigazione da diporto e leva di sviluppo territoriale per il Veneto Orientale. Pegoraro ha poi evidenziato i collegamenti dell’idrovia con altre vie d’acqua interne, verso est e verso ovest, che ne espandono la portata come percorso di navigazione. Nel corso del tempo gli argini sono divenuti assi ciclabili che, insieme ad altri interventi per la realizzazione di ulteriori percorsi ciclabili realizzati negli ultimi decenni, hanno dato notevole impulso all’offerta cicloturistica che si integra con quella della navigazione lungo le vie d’acqua interne. Pegoraro ha quindi ricordato come sia in via di ultimazione la ciclovia Trieste-Venezia che attraversa tutto il Veneto Orientale che va ad innestarsi sull’offerta vitivinicola del territorio, in particolare nell’area di Lison Pramaggiore, e la ripartenza dell’Ecomuseo a maggio. Pegoraro ha terminato il suo intervento con l’invito a lavorare con il pieno coordinamento di tutti i soggetti coinvolti, non solo sul piano delle infrastrutture e della promozione, ma soprattutto della governance, definendo regole chiare e semplici per favorire la fruizione dell’idrovia da parte del turismo individuale e organizzato.
Sergio Grego, direttore del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, ha infine approfondito la configurazione geologica e idrografica del territorio, posto sotto il livello del mare e molto fragile, evidenziando come le opere di bonifica e di gestione delle acque del Consorzio abbiano consentito di svilupparlo economicamente, continuando a garantirne la sicurezza idraulica. L’ing. Grego ha quindi richiamato l'attenzione sull’urgenza di gestire le arginature della Litoranea Veneta, che si trovano a 2 m s.l.m. e verranno rialzate prima a 2,50 m entro i prossimi 10-15 anni e poi fino a 3 m entro 20 anni, in diversi step, per limitare le conseguenze – tracimazione e risalita dell’acqua salata - dell’innalzamento del livello del mare Adriatico provocato dal cambiamento climatico. La Litoranea Veneta è anche un importante corridoio ecologico, che può diventare un brand turistico
al quale stanno lavorando con Infrastrutture Venete, VeGAL e altri enti, attraverso il progetto preliminare della Litoranea Veneta.
Alessandra Grosso, direttrice di Infrastrutture Venete, società della Regione Veneto responsabile della gestione delle infrastrutture per garantire la sicurezza della navigazione, ha presentato lo sviluppo di una progettazione condivisa con il Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, con il quale è stato siglato nel 2024 un accordo di collaborazione, al fine di allineare le esigenze dei due enti ovvero garantire la navigazione e il rilancio turistico dell’infrastruttura e elevare la sicurezza
idraulica dei territori attraversati dall’idrovia con i relativi affluenti. L’ing. Grosso ha spiegato come le 4 conche di navigazione lungo la Litoranea siano movimentate da remoto dalla control room unica gestita da Infrastrutture Venete. Nel 2023, ha ricordato quindi l'ing. Grosso, Infrastrutture Venete ha realizzato uno studio con l’Università Ca’ Foscari di Venezia sulle potenzialità di sviluppo turistico fluviale, che ha evidenziato come l’investimento di realizzare gli interventi sull’infrastruttura generano moltiplicatori di volume d’affari che vanno da 1,73 a 2,23 per ogni euro speso. È stata, inoltre, analizzata la domanda con un sondaggio tra 850 persone per capire l’interesse verso la navigazione turistica, dal quale è emerso soprattutto l’interesse per il valore culturale del prodotto turistico fluviale, le passeggiate e le escursioni giornaliere. Gli esiti dello studio preliminare hanno permesso di intervenire con precisione su diversi aspetti per rafforzare l’infrastruttura e contemporaneamente aumentare la sicurezza dell’idrovia.
Particolarmente significativo anche il confronto con operatori ed esperienze del settore: Gianni Pasin, autore della guida “Rotta su Venezia. In barca e in bici lungo la Litoranea Veneta da Chioggia a Trieste” (Ediciclo Editore), ha raccontato cosa significa navigare lungo l’idrovia per un appassionato di diporto, trasmettendo l’emozione di riscoprire il proprio territorio, da un punto di vista storico, culturale e paesaggistico, mentre si viaggia lentamente tra lagune, canali e fiumi che celano borghi, città d’arte e villaggi di pescatori. Pier Paolo Romio, fondatore del tour operator Girolibero, ha annunciato il suo nuovo progetto di navigazione turistica che prevede il varo nel 2027 di una nuova imbarcazione elettrica da 12 cabine, progettata su misura per navigare la Litoranea veneta e aprire l’inedito itinerario tra Venezia e Grado. Il progetto, non privo di difficoltà tecniche, nasce dall’esperienza del modello olandese, da lui adottato già nel 2008 con la gestione di due navi da crociera fluviale tra Venezia e Mantova. Rudy Toninato, fondatore di Delta TourNavigazione Turistica, che dal 1986 offre itinerari di navigazione turistica in Veneto e crociere tra Venezia e Mantova , è anche presidente Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia Romagna. Il capitano Toninano ha ripercorso la storia della navigazione turistica e fatto riferimento alle sfide che le vie d’acqua ancora pongono agli operatori che devono tenere conto di limiti e carenze infrastrutturali e gestionali. Toninato ha condiviso visioni e opportunità legate allo sviluppo del turismo lungo le vie d’acqua, e in particolare lungo la Litoranea Veneta, evidenziando come solo la collaborazione tra settori pubblico e privato consente di offrire prodotti di turismo fluviale rivolti a un pubblico alto spendente interessato agli aspetti culturali e paesaggistici del Veneto.
“L’ampia partecipazione e la qualità degli interventi confermano quanto questo progetto sia sentito e strategico per il futuro del nostro territorio” ha concluso Marco Gusso, aggiungendo che: “La Litoranea Veneta Fluviale rappresenta una concreta opportunità per rafforzare un modello di sviluppo basato su sostenibilità, mobilità dolce e valorizzazione del paesaggio, capace di generare
nuove opportunità per imprese e comunità locali”.

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