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Comunicati Stampa
Cittadini per la Palestina, lettera aperta all’Amministrazione comunale dopo il comunicato sull’Ucraina
10-08-2026 - Portogruaro

Gentile dott. Toffolo,
Gentili Consigliere e Consiglieri,

abbiamo appreso dalla stampa locale che l'Amministrazione di questo Comune ha deciso di issare la bandiera ucraina accanto a quella italiana in segno di solidarietà. Gesto mirabile e dovuto, a nostro avviso, per un organo di governo. La solidarietà e l'empatia di fronte al dolore sono segno di una società democratica civile ed evoluta.
Ciò che ci ha lasciato sgomenti, però, è stato un vuoto in mezzo alle parole vostre, che citiamo testualmente:

"Al tempo stesso, ritiene opportuno ricordare che questioni di tale natura esulano dalle competenze proprie del Consiglio Comunale, che è chiamato a svolgere il proprio ruolo entro i limiti funzionali dell'ente locale. Ciò non esclude, tuttavia, l'espressione di vicinanza a tutte le popolazioni colpite da conflitti e da gravi violazioni dei diritti umani. In questo senso, il Consiglio Comunale manifesta altresì apprensione per tutti i conflitti in corso di rilevanza globale, oltre che per le situazioni di sofferenza e di compressione delle libertà fondamentali che permangono in diverse aree del mondo, tra cui Iran, Venezuela, Cuba, Nicaragua e Sudan, spesso lontane dall'attenzione dell'opinione pubblica."

Ecco, ciò che appare lapalissiano è l'omissione della parola Palestina, come se fosse un termine off limits, cioè che non si può proprio pronunciare. Non possiamo nascondere la nostra amarezza e lo sconforto nel constatare come si cerchi in tutti i modi di oscurare la tragedia del popolo palestinese. Tacere, omettere di dire, fare finta che non esista non significa che non esista. Significa rendersi complici di quella parte politica che, in fondo e di fatto, sostiene il genocidio di un popolo.
Non è necessario sganciare bombe o mirare alla testa di un bambino per essere colpevoli, anche la complicità ha il suo peso, e si manifesta sotto molteplici forme: tacere, continuare le relazioni commerciali con un paese criminale, vendere armi destinate allo sterminio di civili, astenersi dal voto o votare addirittura contro ogni risoluzione proposta dall'Unione Europea che intenda applicare le sanzioni a Israele (così come è stato fatto nei confronti della Russia). Allora sorge naturale chiedersi perché questa differenza di reazione e di gestione nei confronti di paesi oppressori.

Gli eventi atroci del 7 di ottobre 2023 non possono giustificare l'accanimento sulla popolazione civile della Striscia di Gaza (e questo non lo diciamo noi, che siamo semplici cittadini, questo lo ha stabilito la Corte Internazionale di Giustizia, che ha spiccato dei mandati di arresto per crimini contro l'umanità nei confronti di Netanyahu, di Gallant e del capo di Hamas).
Così come non possono giustificare il silenzio mediatico, la mala informazione e la narrazione tossica che ruota intorno alla Palestina.
Allora, perché ignorare e omettere di menzionare la Palestina che forse è l'emblema più drammatico di quelle gravi violazioni dei diritti umani di cui scrivete?
Ricordiamo a tale proposito che lo scorso 23 giugno l'Onu ha pubblicato un rapporto in cui asserisce in maniera chiara e univoca che l'esercito israeliano ha preso deliberatamente di mira i bambini.
Ventiduemila morti accertate di bambini palestinesi. Ma presumiamo che questo lo sappiate, è una informazione a portata di tutti. Quindi, la domanda che ci poniamo e vi poniamo è: perché continuare a tacere, a coprire (e quindi sostenere) i crimini compiuti da Israele?
Possiamo solo fare delle supposizioni, probabilmente la vostra posizione deve rispecchiare la presa di posizione dell'attuale governo italiano. Ma vorremmo ricordare una cosa: le bombe, la tortura, l'annientamento, non hanno un colore politico, dovrebbero essere condannate a prescindere dalla propria ideologia.
È qui che, agli occhi di tanti cittadini, il vostro gesto perde significato e credibilità. Difendere i diritti umani significa difendere i diritti di tutti gli esseri umani.
Crediamo sia un valore condiviso da ogni cittadino consapevole, e da ogni singolo membro del nostro gruppo che, ricordiamo, non si è battuto solo per la Palestina ma per i diritti umani anche degli altri popoli.
Come voi ricorderete, lo scorso inverno abbiamo organizzato tutta una serie di incontri rivolti alla cittadinanza con testimonianze dirette provenienti da Iran, Kurdistan, Congo e Sudan.
Perché la questione non è la Palestina, è il riconoscimento del diritto alla vita, alla pace, alla libertà, all'autodeterminazione di ogni popolo.
È su questi principi che si fonda la nostra Costituzione, la stessa che Voi, col vostro operato, dovreste rappresentare.

Cittadini per Palestina

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