I ristoratori di Caorle fanno quadrato e chiedono che venga tutelata l'immagine di un comparto che rappresenta uno dei punti di forza dell'offerta turistica della località.
A suscitare la presa di posizione sono stati gli articoli di stampa pubblicati nei giorni scorsi, relativi a un'attività di indagine condotta dalla Guardia Costiera di Venezia tra Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto, che ha portato al sequestro di prodotti ittici e alla chiusura di un ristorante. Secondo quanto riportato dall'Ansa, nel locale, indicato come situato “nella zona di Caorle”, sarebbero state riscontrate gravi carenze igienico-sanitarie, tali da rendere necessario l'intervento dell'Ulss 4, che ha disposto la chiusura dell'attività e la sua temporanea sospensione.
Proprio a seguito della diffusione di queste notizie, i ristoratori di Caorle si sono riuniti per confrontarsi e condividere una posizione comune. Un percorso che sta portando alla costituzione del Gruppo Ristorazione Caorle, sotto l'egida di Confcommercio Caorle, associazione che ha già promosso la nascita del gruppo “Innovatori per Tradizione”.
Il messaggio emerso dall'incontro è chiaro: la ristorazione di Caorle è un'eccellenza della località, apprezzata per la qualità delle materie prime, la cura nella preparazione dei piatti, il legame con la tradizione gastronomica del territorio e l'attenzione alla sicurezza alimentare e al rispetto delle normative igienico-sanitarie.
“Le notizie pubblicate nei giorni scorsi rischiano di arrecare un danno d'immagine a un intero comparto che contribuisce in maniera determinante al successo turistico di Caorle, nona località italiana per numero di presenze turistiche e quinta spiaggia d'Italia. – sottolineano i ristoratori –.Le nostre attività lavorano durante tutto l'anno per offrire ai residenti e ai turisti prodotti di qualità, piatti all'altezza della rinomata tradizione culinaria caorlotta e un'esperienza capace di soddisfare le aspettative di chi sceglie la nostra località anche per la sua cucina. Siamo i primi a riconoscere l'importanza dei controlli e del rispetto rigoroso delle regole e ringraziamo la Guardia Costiera e l'Ulss 4 per la vigilanza costante, ma eventuali responsabilità individuali non possono ricadere su tutti gli operatori. Per colpa di un trasgressore non devono pagare tutti”.
I ristoratori, inoltre, precisano un aspetto relativo alla notizia riportata dagli organi di informazione: secondo le informazioni in loro possesso, il locale interessato dal provvedimento di chiusura forzata non si troverebbe nel territorio comunale di Caorle, bensì in quello di un Comune limitrofo.
“Vogliamo tutelare il lavoro e la reputazione di tutti quei ristoratori che ogni giorno operano con serietà e nel rispetto delle regole. E' giusto che eventuali comportamenti scorretti vengano perseguiti, ma è altrettanto giusto che non si faccia di tutta l'erba un fascio”.
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