Simone aveva 25 anni ma ne dimostrava qualcuno in meno. Il suo segreto era tutto in quel suo fare sbarazzino e alla portata di tutti. Era giovane non solo per la sua età ma per il suo modo di essere e di fare. In paese, tutti lo conoscevano. Un buon ragazzo, dal fisico esile e dal carattere sensibile. Viveva assieme ai suoi genitori e al fratello Massimo in un appartamento al civico 46 di via Carducci in località Belfiore di Pramaggiore. Ieri notte era uscito da solo per stare in compagnia di qualche amico o semplicemente per farsi un giro nei dintorni. Nulla di particolare. Una cosa tranquilla. Al momento dell’incidente si trovava a pochi chilometri da casa. Era a bordo della sua amata Peugeot 106 quando si è scontrato frontalmente con una Fiat 500. Lo scontro è stato talmente forte che per lui non c’è stato nulla da fare. Ha perso conoscenza e dopo un paio d’ore è morto all’ospedale. Ad accorrere all’ospedale sono stati i suoi familiari più cari tra cui la mamma, il fratello Massimo. Il padre Antonio Caivano si trovava lontano da casa per motivi di lavoro. Ha immediatamente preso il primo volo utile e si è precipitato dal figlio con il cuore spezzato. Alla terribile notizia, l’intera famiglia Caivano è sprofondata nel dolore più profondo. Papà Antonio è molto conosciuto in tutto il portogruarese per il suo lavoro di poliziotto nel corpo della polizia stradale di Portogruaro. Lo chiamano tutti «Brigadiere» e ieri pomeriggio moltissime persone si sono strette attorno alla sua famiglia. Ieri era molto scosso e non gli interessava parlare di nulla. Nel suo cuore ha un dolore troppo grande che divide assieme alla moglie. «Simone era un bravo ragazzo - ha detto ieri papà Antonio visibilmente molto provato - non c’è altro da aggiungere, era un bravo ragazzo». Poi esplode a piangere tra le braccia e il conforto dei parenti più stretti. A dare forza alla famiglia è Massimo, il fratello di Simone, che da sempre nutriva un sentimento sincero di bene e protezione nei suoi confronti. E’ stordito e confuso. Non ha parole per descrivere il dolore. Simone mancherà a tutti. Soprattutto alla sua famiglia. Alla mamma che dalla notte precedente non fa altro che piangere. Perdere un figlio è una cosa tanto grande. «Non ho niente da dire - ha detto ieri in lacrime la mamma - so solo che ho perso mio figlio ed è un dolore immenso da sopportare». Simone era stato visto l’ultima volta dalla sua famiglia durante la giornata di domenica. Stava bene e non aveva alcuna preoccupazione apparente. Nella sua vita aveva svolto vari lavori come tecnico e operaio. Aveva studiato all’Itis di Portogruaro ed era un ragazzo senza grandi pretese. Vivace, allegro e pieno di voglia di vivere e di provare esperienze nuove. Era molto legato alla famiglia. Il suo corpo è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Mentre i funerali saranno celebrati nei prossimi giorni in data da destinarsi.
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