Nel mirino del fisco anche i monitor della Lottomatica piazzati nelle tabaccherie o nelle varie agenzie del totocalcio e scommesse: dovranno pagare il canone alla Rai. Questo perché, rispolverando il vecchio decreto 246 del 21 febbraio 1936 e successive modifiche, tutti coloro che sono in possesso di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio e successivamente televisive, da qui le modifiche, dovranno pagare volenti o nolenti il canone Rai. Quindi anche sportelli bancari, telefonini ultima generazione in grado di ricevere qualsiasi programma, in teoria qualsiasi computer portatile se all’esterno, potrebbe essere soggetto a canone. Intanto l’ufficio Rai ha già precompilato i verbali che in questi giorni vengono consegnati alle varie tabaccherie. Stentava a credere ai suoi occhi Giancarlo Casati, quando nella tabaccheria alla Stretta di sua figlia Tamara Bertinotti Casati, una signorina gli ha esibito il tesserino della Rai, e guardando il monitor della Lottomatica, gli ha anticipato la novità. Talmente sorpreso che, memore di sistemi sempre nuovi per ingannare la buona fede della gente, ha trattenuto il tesserino e chiamato la polizia. All’arrivo della pattuglia lo ha riconsegnato alla donna apprendendo dagli agenti che il commissariato era stato informato del fatto che alcuni rappresentanti della Rai stessero consegnando i verbali di possesso dei monitor Lottomatica con annesso il relativo importo da pagare: cat. E circa 210 euro ogni anno. E pensare che sul canone è sorto un comitato dei cittadini, onorevoli che hanno presentato interrogazioni in Parlamento, sindaci e personaggi pubblici che hanno invitato a non pagare il canone Rai e consegnare i televisori in Comune, al motto “chi non vede Rai non paga canone”. Ed ora la Rai è passata al contrattacco ingaggiando “gabellieri” che si stanno presentando nei vari esercizi pubblici con un verbale già compilato, con nome e partita iva, segno evidente di un certosino lavoro di preparazione, preventivando magari anche a quanto ammonterà la somma che entrerà nelle casse dello Stato. «Ho chiamato la Federazione Tabaccai - dice imbufalito Giancarlo Casati - e mi hanno assicurato che stanno tentando di predisporre un tavolo di confronto con il Ministero. Intanto però bisogna pagare poi si vedrà. Ci hanno addolcito la pillola consentendo la detrazione dell’importo dell’abbonamento speciale sulla denuncia dei redditi in base al decreto 201/2011, ma la sostanza non cambia, a pagare siamo sempre noi cittadini».
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