Diventa corriera della droga, ben 14 chilogrammi di cocaina per pagare i debiti da gioco del figlio. E’ la triste storia di Mauro Alvise Cauzzo, autotrasportatore di 60 anni di Fossalta di Portogruaro fermato l’altro giorno dalla guardia di finanza lungo l’autostrada del Brennero con la droga del valore di quasi tre milioni di euro nel suo camion al ritorno dalla Germania. Per lui non c’è stato scampo. La droga è stata trovata all’interno di un borsone. L’uomo è stato così arrestato, la sua posizione è pesantissima e rischia dai 10 ai 15 anni di carcere. Intanto martedì pomeriggio il giudice delle indagini preliminari, Walter Pelino, ha convalidato l’arresto e confermato la custodia cautelare in cella. Inoltre c’è anche la possibilità che il giudice confermi l’aggravante dell’ingente quantitativo di droga. Nei prossimi giorni gli inquirenti svolgeranno le specifiche indagini in laboratorio per cercare di misurare la percentuale di sostanza attiva. Cauzzo aveva accettato di fare il trasportatore di cocaina perché in preda alla disperazione per il figlio Marco che si era mangiato una grossa cifra alle slot machine e non sapeva come venirne fuori. Ha così pensato di mettersi nel mercato nero della droga, senza, forse, rendersi conto dei rischi che correva. L’autotrasportatore è stato bloccato dalle fiamme gialle durante un viaggi di rientro dalla Germania. Era a bordo del suo camion e, secondo le prime deposizioni, pare che avesse accettato l’incarico per 10 o 20 mila euro. Quando è giunto in zona Vipiteno lungo l’autostrada è stato fermato da una pattuglia della guardia di finanza. Cauzzo ha iniziato subito ad agitarsi appena i finanzieri avevano iniziato il controllo dei documenti. In questo modo non ha fatto altro che alimentare i sospetti degli agenti che si sono spinti ad ispezionare l’intero camion. E’ stato poi facile rilevare, anche con l’aiuto dei cani antidroga, il borsone e il suo losco contenuto. A quel punto, per lui, sono scattate le manette. Nei giorni scorsi l’uomo ha cercato di giustificarsi spiegando la situazione disperata che stava vivendo. In sostanza era preoccupato per il figlio che si era cacciato nei guai giocandosi molti soldi ai giochi d’azzardo e alle slot machine, quelle che comunemente si trovano ormai in quasi tutti i bar. Con i soldi che avrebbe guadagnato nel trasportare la droga sperava di poter pagare i debiti del figlio. Il valore della droga è di circa 3 milioni di euro. Ora sul fatto sono in corso delle indagini a tappeto per cercare di capire chi avesse fornito la droga a Cauzzo e a chi era destinata. Le informazioni che l’uomo potrebbe fornire in questi giorni agli inquirenti sono molto preziose. L’obiettivo delle forze dell’ordine è infatti quello di stanare gli spacciatori e fermare il mercato della cocaina verso l’Italia.
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