Esattamente si è «dimenticato» di denunciare ricavi per 957 mila euro, quasi un milione di euro, che aveva registrato, ma che nel 2008 avrebbe dovuto anche denunciare, insomma inserire nella sua denuncia dei redditi, ma il rappresentante legale della «Max Service sas» Michele Zanon, 57 anni residente a San Stino di Livenza, non l’ha fatto e poco meno di un mese fa, il 4 aprile scorso la Guardia di finanza è andato a trovarlo: la sua società, che commerciava in ricambi di automobili, aveva la sede a Portogruaro. Per le «fiamme gialle» è un evasore totale e così adesso dovrà subire due procedimenti (gli esperti lo chiamano «doppio binario»): quello amministrativo seguito dall’Agenzia delle entrate alla fine del quale dovrà presumibilmente pagare almeno il doppio sul mancato introito dell’Erario, che è stato di 350 mila euro, quello penale che è sul tavolo del procuratore aggiunto di Venezia Carlo Mastelloni, il magistrato che segue i procedimenti per evasione fiscale avviato da Guardia di finanza e Agenzia delle entrate. Dal punto di vista penale, chi non presenta la dichiarazione annuale, pur essendo obbligato, rischia una pena che varia da un minimo di un anno a un massimo di tre anni di reclusione. I finanzieri, con la loro verifica, hanno scoperto che Zanon rilasciava i documenti fiscali ai clienti e registrava pure le entrate, ma quando era stato il momento di presentare la dichiarazione non lo aveva fatto, non denunciano in questo modo componente attive del reddito per 957 mila euro. E Portogruaro ha dato parecchio lavoro alla Guardia di finanza, visto che sempre nella stessa cittadina c'è il caso di un fotografo che aveva scattato foto a circa 200 matrimoni, ma solo in 35 casi aveva emesso una regolare ricevuta fiscale per l'intero importo delle somme incassate mentre nei casi in cui aveva rilasciato fattura gli importi era inferiori al percepito. E per cento book fotografici non aveva emesso alcun documento fiscale. I finanzieri hanno controllato dalla fine del 2011 al febbraio 2012 documenti, agende, scontrini emessi dal fotografo e sono risaliti ai clienti arrivando ad inviare a tutti un questionario per capire se questi aveva emesso regolari fatture o meno per il servizio prestato in matrimoni, battesimi e altre cerimonie. Alla fine è saltata fuori l'evasione di quasi 300 ricevute fiscali con incassi non dichiarati per 200 mila euro e la sottrazione allo Stato, tra imposte, Iva, e tributi di 80 mila euro a fronte di imposte pagate per soli 20 mila euro. In questo caso si tratta di un evasione parziale. La Provincia di Venezia, comunque ha il record, rispetto alle altre del Veneto, nel numero dei furbi scovati: 50 evasori totali e 7 paratotali nei primi quattro mesi di quest'anno in per una evasione pari a poco più di 66 milioni e mezzo di euro.
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