Dayli a rischio chiusura per il blocco dei rifornimenti deciso, con una mossa a sorpresa, dall’azienda austriaca. Da ieri mattina è stato proclamato lo sciopero a oltranza. Rischiano il posto i 110 lavoratori, tra operai e colletti bianchi operativi nel centro logistico nazionale di Portogruaro, residenti tra le province di Venezia, Udine, Pordenone e Treviso. Molti di questi formano coppie di marito e moglie. Può scoppiare una vera e propria bomba sociale, l’ennesima nel Veneto orientale, il territorio tra i più depredati dal punto di vista economico dell’intero Nord-Est. La vicenda è seguita dal responsabile Filcams della Cgil della Camera del Lavoro di Portogruaro, Paolo Baccaglini, che sta seguendo con il fiato sospeso l’intera vicenda. Tra l’altro nei giorni scorsi la Dayli, dopo aver acquisito la tedesca Schleker sull’orlo del fallimento, ha comunicato di aver cambiato amministratore delegato. In Italia era programmato il 10 maggio scorso un incontro, proprio a Portogruaro, tra il nuovo ad e i sindacati. L’incontro è all’improvviso saltato. Stanno dunque trovando fondamento quei timori avanzati dai lavoratori dopo il passaggio, che non sembrava traumatico, dell’acquisizione da parte di Dayli del marchio Schleker. Non c’erano stati licenziamenti. Ora però il vento è cambiato. C’è di più. Dopo aver deciso di interrompere i rifornimenti per le prossime tre settimane, Dayli ha deciso di praticare sconti del 30% su tutti i prodotti in vendita nei diversi negozi, ben 288, presenti in tutto il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Da dicembre tutti i dipendenti sono poi sottoposti a una forma di contratto di solidarietà, con un forte ridimensionamento in busta paga. Sta succedendo l’imprevedibile. «Sono mosse per le quali non troviamo una plausibile spiegazione. Sembrano il preludio a una chiusura, non riusciamo a parlare con i vertici dell’azienda. Il rischio è concreto» afferma il sindacalista della Filcams di Portogruaro, Paolo Baccaglini «ci siamo subito mobilitati con le rsu in quanto martedì sera l’azienda ci ha informato, dopo l’annullamento dell’incontro con il nuovo ad, che per le prossime settimane non arriveranno più i rifornimenti. Abbiamo decretato immediatamente lo sciopero e faremo dei presidi. Non escludiamo un corteo pacifico verso il Comune di Portogruaro. Si rischia il collasso». In questi giorni molti scaffali della Dayli sono vuoti. Cominciano a mancare i prodotti e non si vedono più sulle nostre strade gli autoarticolati con il marchio dell’azienda. «Auspico che il nuovo ad voglia incontrarci» conclude Baccaglini. Dei fatti è stato inoltre avvertito il ministero dello Sviluppo economico.
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