Dopo la salvezza conquistata nella scorsa stagione in “zona cesarini” la Julia Sagittaria sta disputando la seconda stagione in Eccellenza con una posizione in classifica attualmente non soddisfacente, terzultimo posto al termine del girone di andata.
Ne parliamo con il Presidente del club nerazzurro, Ciro Astarita, uno dei più conosciuti e competenti Dirigenti del Veneto.
“Lo scorso anno – ci spiega il Presidente – abbiamo pagato una difficile situazione che si era venuta a creare durante l’estate e ovviamente anche l'inesperienza e la difficoltà di un campionato competitivo come è quello di Eccellenza.
Nel finale abbiamo conquistato la salvezza che, per come è maturata, resterà nella storia della nostra società.
Quest’anno, abbiamo avuto un inizio poco positivo e quindi abbiamo deciso di rivedere l'organico, lasciando andare alcuni giocatori che non si erano integrati nel “mondo Julia” e ingaggiando Giovanni Soncin, Gianfranco Defendi ed Emanuele Nonis rispettivamente nel ruolo di allenatore, viceallenatore e Direttore sportivo. I primi segnali paiono incoraggianti”.
Lei guida una Società da sempre attenta al settore giovanile.
Si, abbiamo 200 iscritti al settore giovanile suddivisi in Juniores, Allievi Regionali, Giovanissimi Regionali, Piccoli Amici, Primi Calci, Pulcini ed Esordienti. Ovviamente con più formazioni iscritte ai singoli tornei. Complessivamente il nostro settore tecnico fra allenatori e preparatori atletici conta quindici elementi.
Fiore all’occhiello la formazione Juniores Élite Under 19 (vedi foto).
Si tratta di una squadra che disputa il campionato regionale e che ci sta dando molte soddisfazioni dato che guida il torneo e ha vinto dodici gare su quindici.
Un serbatoio importante per la Prima squadra.
Purtroppo – e qui il tono del Presidente si fa più cupo – la sentenza Bosman ha avuto un impatto significativo anche sul calcio dilettantistico, in particolare per quanto riguarda l'abolizione delle restrizioni sulla nazionalità dei giocatori comunitari e l'introduzione di norme per lo svincolo dei dilettanti (n.d.r. - La Corte ha, infatti, proibito l'obbligo per una nuova squadra di pagare un'indennità di trasferimento alla squadra precedente per un giocatore il cui contratto fosse scaduto. Questo ha sancito il diritto dei calciatori (originariamente professionisti, ma con ripercussioni anche altrove) di trasferirsi a parametro zero alla fine del loro contratto).
Gli effetti sul Calcio Dilettantistico Italiano sono stati molteplici: ma il più grave è stato lo svincolo automatico per i dilettanti.
Questo fa si che le società non possano più confidare sulla possibilità di mantenere gli atleti più promettenti che immediatamente sono contattati dai Procuratori, figure che negli ultimi cinque anni hanno preso sempre maggior potere di controllo dei calciatori, che li indirizzano ad altri club prospettando un miglior futuro.
E quindi i club dilettantistici sostengono costi per preparare e formare calciatori che in qualsiasi momento potrebbero perdere.
È così. La società che perde il giocatore ha solo diritto di ricevere una modesta cifra (Premio Tesseramento) dalla società che tessera l’atleta ma anche su questo non c'è chiarezza da parte della Lega che non ha fornito parametri precisi.
E quindi?
Purtroppo questa situazione comporterà la necessità per i vari club dilettantistici di aumentare la quota di iscrizione gravando quindi sulle famiglie.
Maurizio Conti
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