Il più alto livello sociale, economico e giuridico che ha avuto il Portogruarese risale al 1231 quando gli fu dato dalla Patria del Friuli un rappresentante del più antico parlamento d’Europa. Un chiaro lascito di quell’epoca è dato dai confini dell’attuale Diocesi di Concordia-Pordenone. Questa è l’unica diocesi in Italia che copre due province e due regioni ed è l’ultimo richiamo alla vecchia unione tra le due entità territoriali. La Repubblica della Serenissima mantenne attivo il Parlamento che continuò a svolgere il suo operato nella città di Udine.
Il 19 gennaio 1947 i Comuni di “confine” vengono invitati a inviare alla Presidenza dell’Assemblea Costituente, il voto da formulare sulla proposta di distacco del Friuli dal Veneto e, per fare un esempio, il Comune di Teglio Veneto “ritiene che il Veneto sia un esempio perfetto di compattezza regionale e che non si debba in alcun modo attentare alla sua integrità”.
Nell’aprile del 1947 il Movimento Popolare Friulano si proponeva la suddivisione del Friuli in 4 circoscrizioni amministrative: Carnia – Val Fella, Goriziano, Pordenonese, Udinese. Se il Portogruarese avesse creduto a questa iniziativa e proposto la 5° circoscrizione, la storia di questo territorio sarebbe stata diversa. Ecco quale fu il momento in cui sarebbe stata possibile la nascita della Provincia.
Nel 1968 viene istituita la Provincia di Pordenone, il portogruarese si sente schiacciato tra Venezia e la nuova Provincia, rivendica una maggiore autonomia e nasce così il COVENOR (Consorzio dei Comuni del Veneto Orientale), la prima esperienza in Italia di un comprensorio con il compito di proporre politiche di sviluppo e di coordinamento. Questo Ente di secondo grado terminò la sua funzione quando i sindaci, con una modifica statutaria, vollero gestire direttamente il consorzio. La sua funzione di coordinamento fu tentata dalla Conferenza dei Sindaci (legge 16 Regione Veneto) che apriva ai Primi Cittadini del Sandonatese e successivamente al Comune di Cavallino-Treporti, di conseguenza limitando il ruolo politico amministrativo dei comuni di confine. La legge 16 era stata approvata da una legge che aveva l’obiettivo di arrivare all’ottava provincia del Veneto. La nascita della città Metropolitana di Venezia fece naufragare questa iniziativa.
Il Fogolâr Furlan del Veneto Orientale “A. Panciera” con sede a Teglio Veneto (VE) fu da subito contrario alla Città Metropolitana di Venezia perché con il termine “Area Metropolitana” si intende un territorio fortemente gerarchizzato ad un centro (Venezia) ed è legato verticalmente ad una serie di città satelliti piccole e medie (es. Portogruaro, S. Donà ecc.), senza dimenticare che Venezia, pur essendo una città prestigiosa, non ha saputo affermarsi nell’armatura urbana regionale. Necessario ricordare anche la grave sofferenza del Bilancio dello Stato che porta i trasferimenti dello stesso ad una percentuale che attiva un meccanismo di raccolta fiscale dai comuni periferici dall’area Metropolitana a favore delle zone centrali (Venezia), tendendo ad emarginare ulteriormente i territori periferici, come si evince da uno studio della facoltà di Economia Aziendale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Queste richieste di passaggio al Friuli hanno fatto dimenticare al territorio cha la prima dimostrazione di coerenza istituzionale è quella di chiedere fin da subito che il comune di Cinto Caomaggiore, avendo raggiunto il quorum referendario, il Parlamento voti per il passaggio in Friuli. Questa richiesta non solo è legittima, ma opportuna visto che tra il Governo e le due regioni c’è omogeneità politica e che il Ministro dei rapporti con il Parlamento è il pordenonese Luca Ciriani. Questa iniziativa sarà molto più utile che la richiesta di audizione alla Commissione Affari istituzionali della regione FVG dei comuni che hanno aderito all’ambito della friulanità del Portogruarese, senza dimenticare che l’Assessore alla Cultura del Comune di Portogruaro ha esordito nel dibattito affermando che “serve più Veneto nel Portogruarese”; questo non credo sia un buon viatico per iniziare a portare nelle scuole quei programmi sul friulano necessari a dimostrare la proroga per avere meno alunni per formare una classe per la presenza della minoranza linguistica friulana.
Lauro Nicodemo
Presidente onorario Fogolâr Furlan “A. Panciera”
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