"Ritengo incomprensibile la scelta di discutere oggi a porte chiuse temi che in passato erano stati affrontati pubblicamente.
Ricordo che su questa vicenda esiste già una sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il precedente decreto di revoca, riconoscendo la mancanza di motivazioni concrete e documentate.
Le eventuali scuse non andrebbero rivolte a me, ma ai cittadini, che hanno diritto di conoscere e capire ciò che accade nelle istituzioni.
La verità ha il diritto e il dovere di emergere, non si oppone con il segreto.
Per quanto mi riguarda, non ho nulla da nascondere e non ho alcuna difficoltà affinché questioni che mi riguardano vengano affrontate pubblicamente, nel rispetto delle regole e della trasparenza.
Invece di scegliere ancora una volta la strada della chiusura, sarebbe forse più utile prendere atto degli errori commessi e lavorare per chiudere una vicenda che rischia di avere ulteriori conseguenze per il Comune e per i cittadini".
Mattia Nicolò Scavo
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