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Due passi in città
La nostra città con occhi nuovi (2)
12-02-2015: Racconto dalla Prima Visita Guidata 2015 (SECONDA PARTE)

La nostra avventura continua e ripercorriamo a ritroso i secoli quando alla fine di Via Rastrello imbocchiamo una stradina in fondo alla quale troviamo l’ultimo parte delle mura che un tempo circondavano la città.

Eccoci ora in Via Cavour, detta un tempo ‘Via dei Siori’, una strada elegante che termina con i ‘Palazzi Gemelli’: Dal Moro e Impallomeni di stile gotico-rinascimentale.

Entriamo sempre più entusiasti in Via Marconi dove ha sede l’Antico Collegio, uno dei centri culturali della città e un tempo sede del Seminario e del Vescovado, con davanti Palazzo Venanzio, casa natale del futurista Portogruarese Luigi Russolo, che presto diventerà la sede del nuovo centro culturale.

Dopo pochi passi svoltiamo a destra in una piccola calle seminascosta che affianca un altro centro importante per la cultura cittadina: il Museo Nazionale Concordiese il primo ad essere costituito in Veneto e uno dei più antichi d’Italia.

Pochi metri e alla fine della calle eccolo, è lui, il padrone di casa: il fiume Lemene.

Quante storie potrebbe raccontare: amori, dolori, lacrime, passioni, insomma: la vita.

Percorriamo lentamente la sua riva destra in direzione di via Roma e ci imbattiamo in alcune opere d’arte contemporanea fra cui il giavellotto di Massimo Poldelmengo che nelle intenzioni dell’artista dovrebbe dare l’idea di essere stato lanciato dalla riva sinistra verso quella destra a simbolo di unione e che è inclinato nella stessa direzione dei due alberi secolari che lo affiancano. 

Eccoci, mentre cala la sera, sul ponte di sant’Andrea che guarda ai Molini e da cui si può ammirare la maestosità del Duomo e della Torre Campanaria.

Dalle acque del fiume giungono dei riflessi generati dagli ultimi raggi del sole che sta tramontando e lo spettacolo è talmente affascinate che una signora presa quasi da un principio della sindrome di Stendhal non riesce a trattenere un grido di entusiasmo.

Il ponte di Sant’Andrea che risale al 1353 unisce le due sponde del fiume e fu risparmiato dalle rovine della Prima Guerra Mondiale grazie da un ufficiale austriaco che non volle distruggerlo mentre con il suo reparto all’inizio del novembre del 1918 abbandonava la città.

Sul lato nord del ponte è stata da qualche anno ricollocata anche un’altra statua raffigurante un Leone Marciano ancora a testimonianza della presenza e del legame della città con Venezia.

Mentre verso sud si possono ammirare i due Molini che anticamente appartenevano al patrimonio della mensa vescovile e che risalgono ad un periodo ancedente al 1186 quando una bolla papale attestò la loro esistenza.

Dal punto in cui ci troviamo possiamo vedere il Duomo che in origine aveva la sua entrata verso il ponte e poi la torre campanaria che si spera l’abilità degli uomini riuscirà a rimettere in sicurezza.

L’ultimo tratto prima di giungere alla meta ci vede sostare in un altro punto meraviglioso della città: la Piazzetta della Pescheria simbolo del commercio del pesce e utilizzata dai pescatori provenienti da Caorle per trasportare il pescato in citta.

L’oratorio della Madonna della Pescheria è l’ultimo gioiello che si presenta ai nostri occhi.

Costruito alla intorno alla metà del 1600 per concessione del Podestà di Caorle a protezione di una più antica immagine della Vergine, l’oratorio nella sua parte superiore conserva ancora la sala all’interno della quale si riuniva la confraternita della Candelora.

Ecco il nostro viaggio è finito e tutti ci sentiamo stupiti e ammirati.

Riesco però a scambiare una breve impressione con una coppia di amici: Piergiorgio e Dora provenienti rispettivamente da Mogliano Veneto e da Pordenone che seppur conoscendo già Portogruaro non l’avevamo mai conosciuta così intimamente.

Ci salutiamo mentre cerchiamo di ricordare tutti i particolari e i racconti che abbiamo sentito con l’impegno di rivederci per la prossima avventura che ci vedrà inseguire niente meno che Ippolito Nievo.

 

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