Con la visita all’Abbazia di Summaga il nostro viaggio alla scoperta di Portogruaro è terminato, ma prima di mettere la parola fine a questo diario resta da scrivere un’ ultima pagina, forse la più bella e significativa.
È un capitolo che parla di passato e di futuro dato che i protagonisti dell’avventura odierna saranno tre bambini. E sono bambini particolari. Gloria, Tommaso e Margherita, infatti, si trovano a dover rappresentare tutti i loro coetanei che oggi non hanno potuto partecipare alla nostra escursione visto il cattivo tempo.
Sono bambini che per la loro giovane età rappresentano il futuro ma al tempo stesso essendo originari di Concordia Sagittaria, la mamma di Portogruaro, rappresentano anche l’origine antica della Città delle Gru.
A guidarli in questo strano viaggio virtuale ci sono sempre loro due, quelle che oramai tutti conosciamo come le nostre Indiana Jones: Mariangela e Nilla. Saranno loro che accompagneranno i tre giovani esploratori in una viaggio particolare che non li farà uscire da una delle antiche stanze del Palazzo Municipale ma che li vedrà impegnati nel ripercorrere la storia di Portogruaro attraverso dei disegni.
Infatti mentre i loro genitori si avventuravano nelle strade e calli di Portogruaro i bambini delle scuole elementari e medie si sono cimentati nel corso di questi ultimi mesi nella realizzazione di tutta una serie di disegni che raccontano la storia della città attraverso l’utilizzo dell’alfabeto.
Ecco quindi rappresentata la Città del Lemene con disegni semplici ma che nella loro spontaneità sembrano quasi rendere vivi palazzi, case, corsi d’acqua, strade e monumenti: insomma attraverso questi disegni, come in un film, compare di nuovo davanti ai miei occhi la storia della città che tanto ho amato. Ogni singola lettere dell’alfabeto è stata utilizzata per “fotografare” qualcosa.
Con la A si racconta l’importanza che l’acqua ha avuto per Portogruaro e quindi il Lemene, il signore della città, con la C ecco rappresentata la figura del cavallo che è parte del Monumento ai Caduti che in Piazza delle Repubblica e ricorda i caduti portogruaresi nella Grande Guerra. Un’opera dello scultore Gaetano Orsolini inaugurata nel 1928 alla presenza di Umberto di Savoia che tante polemiche suscitò sulla sua collocazione in quella che all’epoca era Piazza Umberto I. Fra le lettere utilizzate ricordiamo anche la M con la quale sono state ricordate le mura che cingevano la città e ancora la P con i disegni delle cinque porte che nell’antichità davano accesso alla città (San Giovanni, San Nicolò, Sant’Agnese, San Gottardo e Palù) e di cui oggi solo tre sono sopravissute.
Ma ogni lettera corrisponde ad una storia che ha preso vita nella mente dei più giovani osservatori e tutti insieme questi disegni rappresentano il più completo e realistico reportage sulla Città del Lemene.
Ecco adesso è giunto veramente il momento della fine di una lavoro che a parole e immagini racconta la storia millenaria di una fantastica e unica città che, figlia di Venezia, come la città lagunare si apre al vicino Friuli ma più in generale al mondo. Terra di confine e di passaggio ma anche terra di accoglienza grazie alla sua storia millenaria di civiltà.
P.S. I disegni dei bambini delle scuole elementari e medie sono stati realizzati nel corso di un anno di lavoro e rientrano nell’ambito di un progetto culturale volto ad avvicinare le giovani generazioni alla lettura, alla letteratura per l’infanzia e all’arte al fine di promuovere una maggiore conoscenza del patrimonio artistico e paesaggistico del Veneto. Il progetto voluto dalla Regione Veneto è stato intitolato“Città invisibili – immagina la tua città, progetta il tuo futuro” in omaggio alla poetica di Italo Calvino e ha visto la partecipazione di numerose “Città Murate del Veneto”. La speranza è che i lavori dei nostri bambini non vadano perduti e possano trovare una collocazione stabile all’interno di adeguati spazi a cui i visitatori possano accedere per un apprezzare un modo diverso di conoscere Portogruaro.