Altre Località - San Stino di Livenza

 

Santo Stino sorge sulla sponda sinistra del fiume
che segna il confine occidentale del patriarcato di
Aquileia e della diocesi di Concordia: il fiume
Livenza. Come testimoniano il ritrovamento di un
ponte e di un sepolcreto tardo antico, le terre di
S. Stino erano abitate fin dall'epoca romana.
Nel X secolo venne eretto il castello di S. Stino che
fu incendiato nel 1388 dai veneziani durante uno
dei tanti conflitti tra la Repubblica di Venezia e il
patriarcato di Aquileia. Il castello divenne poi
proprietà della nobile famiglia Zeno quando, dopo
il 1420, la nobiltà veneziana cominciò ad
impadronirsi di vaste aree di questo territorio.
Nell'Ottocento, con le riforme amministrative,
San Stino divenne Comune. In questo periodo
vennero fatte delle grandi opere di bonifica che
trasformarono ettari ed ettari di acquitrini e
paludi in fertili terre coltivabili. Oggi l'economia
di questo Paese si basa sulla coltivazione del
mais, da una parte e dall'altra, nella parte
settentrionale dove la configurazione della terra
è diversa, di vigneti. La parrocchiale di S. Stino
risale alla fine del sec. XIX, invece la parocchiale
di "S. Marco" di Corbolone, frazione di S. Stino,
considerata un piccolo scrigo d'arte, è del 1514.
Questa parocchiale costruita dagli architetti Giorgio
e Bernardino da Crema ha al suo interno una
quattrocentesca cappella dedicata all'Annunziata,
il cui catino absidale è affrescato con
l'Incoronazione della Vergine e Sante; sull'altare
c'è un'Annunciazione in marmo ritenuta opera dello
scultore Orazio Marinali; ai lati del coro ci sono
quattro tele settecenresche attribuite a Gaspare
Diziani: Nascita della Vergine, Adorazione dei
Magi, Morte di S.Giuseppe, Madonna in trono tra
S.Francesco e S.Gaetano.
 

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