Altre Località - Summaga

 

Il fiume Reghena è un affluete del Lemene.
Risalendone il corso dalla confluenza di Portogruaro,
dopo pochi chilometri, tra larghe anse e verdi argini,
appare la massa placida e forte dell'Abbazia
Benedettina di Summaga. La potente torre
campanaria romanica si specchia nell'acqua che pare
lambirla e poi invece devia, discostandosene. Già di
lontano questo isolato monumento confessa la sua
antichità, la sua severa dignità, la sua sicura
importanza storica. Infatti di qui l'operosa sapienza
dei Monaci Benedettini si irradiava su un vasto
territorio contribuendo non poco alla rinascita civile
ed economica. Ma è soprattutto l'interno della chiesa
coi suoi cicli di affreschi a costituire una "summa"
della civiltà figurativa medioevale. La facciata è tarda,
neoclassica. Tanto più, per contrasto, varcato il
portale ti assale subito e quasi ti soverchia dalla fine
delle navate la maestosa imponenza dell'abside.
Sono affreschi della prima metà del 1200, quando
la chiesa venne ricostruita ed ampliata sulle rovine
di un'altra più antica. L'ignoto pittore si ispirò a
modelli bizantini ma filtrati attraverso la nascente
pittura veneziana: altri cicli del XIII secolo nel
Patriarcato di Aquileia guardavano piuttosto alla
coeva pittura austriaca. Sono affreschi quelli della
abside di Summaga (la Madonna in mandorla,
Cristo e gli Apostoli, le Vergini Stolte e quelle Sagge)
ma sembrerebbero quasi mosaici ravennati, vivi e
colorati. La sorpresa è che nell'Abbazia non sono
neppure la cosa più preziosa… In fondo alla navata
di destra infatti, oltre la fitta fuga dei pilastri e degli
archi, proprio sotto la torre, si apre un piccolo sacello
preesistente alla chiesa: è un vero scrigno. Dalle
pareti, dalla calotta, dalle arcate appaiono i visi e le
figure dell'anno Mille. È un ciclo pittorico completo e
le lacune e le crepe non ne intaccano la vivissima
espressività ma quasi ne aggiungono fascino e
magnetismo artistico. Sonoconcordemente considerati
i più importanti affreschi dell'intera regione adriatica
nel secolo XI assieme a quelli di Aquileia. Pur nella
loro forte caratterizzazione locale queste pitture
romaniche sono inserite in una trama di risveglio
culturale a livello europeo: dalla scuola ottoniana di
Reichenau sul lago di Costanza, al ciclo benedettino
di Lambach in Stiria, agli affreschi greci di Hosios Lukas
nella Focide. Particolarmente rari e singolarmente
"simpatici" sono nella parte bassa del sacello, i disegni
del "velario" con soggetti inconsueti per un ambiente
sacro: scene popolari e cavalleresche. È insomma un
vero viaggio nel Medio Evo la visita all'Abbazia di
Summaga, tra i cipessi, in riva al Reghena. 
 

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