Dopo quasi tre secoli torna sul palcoscenico “Il Conte Caramella”, dramma giocoso di Baldassarre Galuppi su libretto di Carlo Goldoni, rappresentato per l'ultima volta nel 1760 ad Amsterdam. L'opera sarà proposta al Teatro Romano Pascutto di San Stino di Livenza nell'ambito di BEroots - Tra fiumi e lagune: percorsi artistici, progetto europeo Interreg Italia-Slovenia promosso da VeGAL.
Due gli appuntamenti: giovedì 8 ottobre alle 18 l'anteprima dedicata alle scuole e alle strutture per anziani del territorio, mentre venerdì 9 ottobre alle 20.45 si terrà la rappresentazione aperta al pubblico, con il patrocinio del Comune di San Stino di Livenza.
Il recupero dell'opera è frutto di oltre dieci anni di ricerca filologica e musicologica condotta dal professor Alessandro Maurutto, che ha curato la ricostruzione e l'edizione critica. La produzione sarà realizzata secondo criteri di esecuzione storicamente informata, con sette cantanti e un ensemble barocco specializzato nel repertorio veneziano.
«Il Conte Caramella è un’opera che non va in scena da quasi 300 anni e siamo orgogliosi di aver contribuito come VeGAL a questo recupero grazie al Progetto Europeo Interreg ITA-SLO BEroots. L’etimologia del progetto stesso è chiara: “BE”, “esserci”, e Vegal c’è per promuovere il patrimonio culturale del territorio, e “roots”, “radici”, perché crediamo fortemente nella promozione di quelle che sono le nostre radici culturali, anche musicali. Così recuperiamo Il Conte Caramella del compositore veneziano Galuppi su testi di Goldoni, un altro tassello di promozione letteraria dopo quelle già messe in campo dal nostro Gal per Hemingway, Nievo e Pasolini», spiega Ciro Esposito, consigliere VeGAL.
Per l'assessore alla Cultura Andrea Simonella, «Per il Comune di San Stino di Livenza è un grande onore prendere parte a questo importante progetto e poter ospitare, nel nostro Teatro Romano Pascutto, la prima esecuzione in tempi moderni de “Il Conte Caramella”. Un appuntamento che possiamo considerare un vero e proprio evento storico e che rappresenta un momento di grande valore per la nostra comunità e per il suo patrimonio culturale. Siamo particolarmente felici di aprire le porte del nostro teatro per quella che, a tutti gli effetti, può essere definita una vera e propria prima mondiale».
Maurutto sottolinea anche le particolarità della composizione: «Dopo la prima esecuzione veneziana nel 1751 al Teatro San Samuele e l’ultima rappresentazione ad Amsterdam nel 1760, dell’opera si sono perse le tracce fino al lavoro di ricostruzione e approfondimento che ne ha reso possibile una nuova esecuzione. Si tratta di un’opera particolarmente interessante anche per le sue caratteristiche drammaturgiche e musicali: i sette personaggi sono infatti classificati in tre diverse tipologie – “seri”, “mezzi caratteri” e “buffi” – superando quella tradizionale distinzione tra serio e buffo che caratterizzava il teatro musicale dell’epoca. Un aspetto che ha suscitato un significativo interesse anche in ambito accademico. A questo si aggiunge la vivacità della vicenda ideata da Goldoni, che vede il Conte, creduto morto in battaglia, tornare alla propria corte sotto le mentite spoglie di un pellegrino negromante per mettere alla prova la fedeltà della moglie».
La produzione è affidata ad APS Musincantus, con Maurutto alla direzione e Maria Selene Farinelli alla regia. «Siamo onorati di partecipare a questo importante progetto di riscoperta de “Il Conte Caramella”, un’opera rimasta lontana dalle scene per quasi tre secoli e che oggi torna finalmente a incontrare il pubblico. Per Musincantus questa iniziativa si inserisce in un percorso di riscoperta e valorizzazione di musiche quasi perdute di grandi compositori del passato che da tempo portiamo avanti anche in altri contesti territoriali», commenta il direttore artistico Jacopo Cacco.
L'ingresso alla rappresentazione del 9 ottobre è gratuito, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite.
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