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Comunicati Stampa
Ad Alvisopoli nasce il primo campo di conservazione della Rosa Moceniga
25-02-2026 - Fossalta di Portogruaro: Tutela della biodiversità e valorizzazione del territorio

Un accordo tra VeGAL – GAL Venezia Orientale, il Comune di Fossalta di Portogruaro e ATER Venezia dà avvio a un’iniziativa dedicata alla conservazione e valorizzazione della Rosa Moceniga, rara varietà botanica autoctona legata alla storia di Alvisopoli e unica nel suo genere.

L’iniziativa rientra nel progetto strategico di cooperazione POSEIDONE – “Promozione di infrastrutture verdi e blu dedicate a un nuovo ambiente”, finanziato dal Programma Interreg Italia-Slovenia 2021–2027, di cui VeGAL è Lead Partner. Il progetto, avviato il 1° gennaio 2023, si concluderà nel giugno 2026.

POSEIDONE è finalizzato alla tutela della natura e della biodiversità, allo sviluppo di infrastrutture verdi e blu nei siti Natura 2000 e nelle aree agricole, nonché alla riduzione della pressione turistica su parchi e aree naturali. Uno dei temi principali del progetto è dedicato alla promozione dell’agricoltura sostenibile e dell’ecoturismo.

È proprio in questo ambito, che prevede la conservazione e promozione delle specie autoctone attraverso la realizzazione di campi di conservazione pilota, che nasce l’intervento sulla Rosa Moceniga, varietà storicamente legata a Villa Mocenigo e al borgo rurale di Alvisopoli, oggi area di pregio ambientale e già Oasi WWF.

Il progetto prevede l’allestimento di un campo di conservazione mediante la sistemazione delle aiuole situate nella parte retrostante di Villa Mocenigo, con una piantumazione pilota della specie, accompagnata da attività di studio, monitoraggio e divulgazione.

«Siamo orgogliosi di vedere nascere ad Alvisopoli il primo campo di conservazione della Rosa Moceniga — dichiara la sindaca di Fossalta di Portogruaro, Annamaria Ambrosio —. Questo progetto non soltanto tutela una specie botanica rara e parte integrante della nostra memoria storica, ma rafforza anche il legame tra la Comunità e il proprio territorio, promuovendo pratiche di agricoltura sostenibile e nuove opportunità per l’ecoturismo. Grazie alla collaborazione con VeGAL e ATER lavoriamo per un futuro in cui natura, cultura e sviluppo locale camminano di pari passo».

La conservazione della Rosa Moceniga rappresenta non solo un’azione di tutela botanica, ma anche un’opportunità per preservare una testimonianza storica e culturale unica, legata alla figura di Alvise Mocenigo e alla nascita di Alvisopoli come modello di insediamento agricolo autosufficiente dell’Ottocento.

Le attività proseguiranno anche al termine di POSEIDONE, grazie ad un altro progetto presentato dal Comune di Fossalta, sul bando delle Comunità del Cibo e della Biodiversità promosso da VeGAL nell’ambito dello Sviluppo Rurale, un'iniziativa territoriale nel Veneto orientale, orientata a valorizzare le produzioni locali, la biodiversità e le filiere corte. Tale progetto – di grande innovatività e in attesa di finanziamento – potrebbe valorizzare la rosa anche in ambito gastronomico coinvolgendo agricoltori, ristoratori, Enti pubblici e consumatori.

 

APPROFONDIMENTO

La moglie di Alvise Mocenigo, Lucietta, nel 1813 era andata a vivere a Parigi per stare vicina al figlio, Alvisetto, che frequentava un liceo parigino (Napoleone pretendeva che le personalità di spicco nei suoi domini europei mandasero i loro figli maschi a studiare in Francia). Lucietta conosceva Joséphine, allora già ex-imperatrice (si erano conosciute nel 1797 a Venezia poco dopo la caduta della Repubblica e l'arrivo dei francesi), dopo il divorzio da Naploleone abitava nel castello della Malmaison, dove Lucietta si recava spesso. Joséphine era un'appassionata di piante di ogni genere, per cui il parco e le serre erano piene di specie esotiche. Ma la vera passione di Joséphine erano le rose, per le quali aveva sviluppato una vera e propria ossessione, che ordinava rose anche all'estero. Lucietta in compagnia di Joséphine sviluppò un grande interesse per la botanica.

Al crollo dell'impero di Napoleone nel 1814 Lucietta lasciò Parigi portando con sè una ricchissima collezione che includeva semi, talee e piccole piante di rose, fra cui, quasi sicuramente la rosa Moceniga, che, riscoperta dallo scrittore Andrea di Robilant (successore di Lucietta), è sopravvissuta fino ad oggi nel bosco di Alvisopoli.

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